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Passeggiata per il centro storico di Oristano

La passeggiata nel centro storico di Oristano equivale ad un viaggio nelle diverse epoche attraversate dalla città sin dai tempi più remoti.

Lungo le silenziose vie e dentro i musei del centro è possibile incontrare vive testimonianze sin dal periodo medievale, come i frammenti della cinta muraria, le torri, le chiese, i monasteri, le sculture, i monumenti, i codici miniati, i retabli che raccontano una storia millenaria fatta di momenti gloriosi ma anche di tristi circostanze. Una storia affascinante che accompagna il visitatore in una imperdibile passeggiata culturale.

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La Torre di Portixedda

L’ingresso nella città antica può iniziare in via Mazzini dalla porta più piccola della cinta muraria, sorvegliata dalla torre di Portixedda (porticina), visitabile anche all’interno.

Procedendo nella via Garibaldi si incontra la Chiesa trecentesca di Santa Chiara, cappella palatina dei sovrani del giudicato d’Arborea. Sopra il portone della chiesa campeggia lo stemma con i pali d’aragona e l’albero deradicato degli Arborea.

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Piazza Roma

Arrivati in piazza Roma si incontra la più importante porta monumentale ancora esistente in città: la torre di Mariano II, dal nome del giudice (re) che nel 1290 la fece costruire.

La torre è conosciuta anche come torre di San Cristoforo, per un retablo che anticamente era conservato al suo interno. La torre, dell’altezza di circa 30 metri, è visitabile fino al piano più alto, dove si gode di una splendida vista sulla città.

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Piazza Eleonora d'Arborea

Procedendo nel Corso Umberto, chiamato Via Dritta dagli oristanesi, si giunge alla piazza Eleonora d’Arborea, giudicessa (regina) tra la fine del 1300 e l’inizio del 1400. Al centro della piazza si trova il monumento a lei dedicato.

La statua rappresenta Eleonora in abiti regali che regge nella mano sinistra la Carta de Logu, un codice di leggi molto importante per la storia del diritto medievale e moderno sardo. Nel basamento del monumento due formelle bronzee raffigurano Eleonora mentre promulga la Carta de Logu e una scena di battaglia.

Cattedrale Santa Maria Assunta Oristano

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La Cattedrale

Passando per la via Eleonora si raggiunge la cattedrale di Santa Maria Assunta.

Oggi la basilica si presenta in forme settecentesche, ma antiche vestigia raccontano ancora il suo passato medievale: il poderoso campanile con le grandi monofore ogivali e le cappelle gotiche. In quella a destra dell’altare maggiore, sì può ammirare la statua della Beata Vergine del Rimedio, pregevole esempio di stile gotico catalano.

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Museo Diocesano Arborense

Accanto all’ingresso della Cattedrale si trova il Museo Diocesano Arborense, che è possibile visitare per scoprire nella Sala San Pio X i manufatti del Tesoro della Cattedrale di Oristano, che ne ripercorrono la storia attraverso importanti frammenti marmorei, bronzei, paramenti sacri, suppellettile liturgica, libri miniati, statuaria lignea, reliquiari e il Dossale di fine XIII secolo.

Le Sale del Seminario ospitano la collezione archeologica e numismatica del Seminario Arcivescovile mentre nella Galleria delle Esposizioni vengono proposte mostre temporanee e tematiche, esponendo alternativamente il patrimonio storico-artistico delle varie aree dell’arcidiocesi e quelle di altre zone dell’Isola.

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La Chiesa di San Francesco

A pochi passi dalla cattedrale si può visitare la chiesa del monastero dei frati minori conventuali. La chiesa di San Francesco è stata ricostruita nell’800, ma sulla via Sant’Antonio una porzione dell’antica facciata, caratterizzata da archi acuti, dichiara le sue origini gotiche.

La chiesa da secoli conserva uno dei crocifissi più importanti della Sardegna, il Cristo di Nicodemo. Non è noto il momento dell’arrivo di questo simulacro a Oristano, né dove e da quale maestro fu realizzato. Lo stile, fortemente  espressionista, lo inserisce nell’ambito dei crocifissi gotici dolorosi, databili al XIV secolo. Nel XVI secolo il crocifisso è stato inserito nel retablo del Santo Cristo, una complessa macchina scenico-pittorica visitabile nella sala dei retabli del Museo Antiquarium Arborense.

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Hospitalis Sancti Antoni

Attigua alla chiesa di san Francesco si trova l’Hospitalis Sancti Antoni, l’ospedale medievale della città di Oristano. Di fronte all’originaria facciata di San Francesco si scorge una monofora a sesto acuto che segnala l’abside dell’antica chiesa di Sant’Antonio, oggi sala principale della Pinacoteca Comunale “Carlo Contini”, dove trovano posto le opere di artisti a partire dall’Ottocento.

L’Hospitalis è un attivissimo polo culturale, al suo interno si trova, oltre alla Pinacoteca, la Biblioteca Comunale, una sala conferenze, l’Istituto Storico Arborense e il Centro di documentazione sulla ceramica di Oristano che raccoglie, in un percorso multimediale, manufatti, riti e funzioni dell’arte della Ceramica ad Oristano.

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I resti delle mura medievali

Proseguendo nella via Sant’Antonio, di fronte alla facciata della chiesa di San Mauro abate, si possono vedere da vicino i resti del circuito murario medievale che contava un perimetro di oltre due chilometri. Tra l’XI e il XIII secolo, grazie all’opera del giudice Mariano II, la città di Oristano venne a definirsi nella sua identità e configurazione urbanistica, con un influsso culturale di matrice toscana, ispirandosi nella struttura alla Repubblica Marinara di Pisa.

Il circuito murario era rafforzato da torrioni difensivi merlati in corrispondenza delle porte e da 28 torrette quadrilatere, alcune ancora oggi visibili nella Via Mazzini, inglobate nelle moderne costruzioni o insistenti all’interno di giardini privati.

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Museo Antiquarium Arborense

L’ottocentesco Palazzo Parpaglia in Piazza Corrias ospita dal 1992 il Museo Archeologico Antiquarium Arborense, il più importante museo di Oristano. L’Antiquarium Arborense si articola su due livelli: al piano terra la sala archeologica e il museo tattile, al piano superiore la sala archeologica, la sala retabli, l’aula didattica e la sala per le esposizioni temporanee.

Il museo dispone di un patrimonio di Beni Culturali di proprietà comunale, formato dalle collezioni archeologiche private costituito da circa 10.000 unità, in massima parte pertinenti a beni archeologici. L’Antiquarium Arborense è uno dei pochi musei in Sardegna a disporre di una sezione espositiva dedicata ai non vedenti e agli ipovedenti.

Carmine Oristano

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Chiesa e Monastero del Carmine

La chiesa e il Monastero del Carmine costituiscono un unico fabbricato di stile barocco realizzato tra il 1776 e il 1785. L’opera, attribuita all’architetto piemontese Giuseppe Viana, viene donata nel 1782 all’Ordine dei Carmelitani.

La chiesa è costruita su pianta ovoidale e movimentata dall’inserimento di quattro cappellette e dall’altare maggiore. Lo schema del monastero si snoda attorno ad un bellissimo chiostro quadrangolare bordato ai lati da un percorso scandito da una successione, per tutti i tre piani, di volte a vela, che si prolunga sul lato ovest con un’alternata cadenza di volte a crociera. L’ex complesso conventuale dei Carmelitani è oggi adibito a sede universitaria.