VISIONI di Peppe Orro
Sabato 31 ottobre, alle ore 17:00, nella Sala Mostre Temporanee del Museo Archeologico di Villanovaforru, verrà inaugurata la mostra personale VISIONI di Peppe Orro.
L’esposizione sarà presentata dal critico d’arte Obler Luperi.
𝐈𝐧𝐟𝐨 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐞:
Ingresso gratuito
Dal 31 ottobre al 22 novembre
Dal martedì alla domenica: 9:30 – 13:00 / 15:30 – 18:00
𝐏𝐞𝐫 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢:
Telefono: 070 930 0050
La produzione pittorica di Peppe Orro, nata da un’urgenza espressiva e autodidatta a seguito dei disastri globali del 2020, si configura come un viaggio artistico complesso e impietoso che costringe l’osservatore a confrontarsi con le degradazioni e le atrocità del “folle presente”, spazzando via ogni alibi morale.
Il percorso espositivo, allestito presso il Museo Genna Maria di Villanovaforru, si articola in tre sale tematiche:
la prima (Out of the box) adotta prospettive laterali per scardinare la logica quotidiana,
la seconda (Il Sacro) esplora la condizione umana attraverso bisogni universali che trascendono la modernità secolarizzata,
la terza (Arte contro la guerra) agisce come potente antidoto culturale contro la violenza.
In questa copiosa e rabbiosa produzione, l’esperienza accademica, l’insegnamento e un bagaglio denso di letture e suggestioni cinematografiche prendono forma in ambienti onirici, sospesi ed extraterrestri; qui si muovono figure mitologiche (Apollo, Artemide, Teseo, il Minotauro, Sisifo) e icone sacre dell’Antico e Nuovo Testamento (Davide e Golia, San Matteo, la Maddalena, il Cristo, San Giorgio e Santa Cecilia), arricchite da dotti rimandi alla storia dell’arte.
Questa sintesi tra mito, sacro e cruda realtà culmina nel monumentale Trittico contro la guerra del 2022, un’opera in acrilico che fonde le influenze di Otto Dix, Zdzislaw Beksinski e Terrence Malick per denunciare gli orrori dei conflitti: dalla dissoluzione delle fondamenta della civiltà occidentale sotto lo spettro del potere, all’espressione disperata e umanissima del soldato ispirato al film La sottile linea rossa, fino alla totale negazione della vita rappresentata da macabri scheletri che calpestano rottami umani in nome di confini politici.