presentazione del libro “E se tornasse Francesco?”
Mercoledì 26 agosto, alle ore 21, il giardino del Museo Diocesano Arborense ospiterà Padre Enzo Fortunato per la presentazione del libro E se tornasse Francesco?, pubblicato da San Paolo Edizioni. L’appuntamento, inserito nella rassegna Notti d’estate al Museo, è curato dall’Associazione culturale InCoro di Guspini nell’ambito della XIV edizione della Festa della Letteratura Bimbi a Bordo, in programma dal 28 al 30 agosto nel Medio Campidano.
A dialogare con Padre Enzo Fortunato sarà il giornalista Paolo Matta. Nel corso della serata è previsto un intermezzo musicale affidato al violinista Matteo Gallus.
Frate minore conventuale, giornalista e scrittore, Padre Enzo Fortunato è una delle voci più note del francescanesimo contemporaneo. Dal 1997 al 2021 ha diretto la Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi e la rivista San Francesco. Nel 2024 Papa Francesco gli ha affidato il coordinamento della prima Giornata Mondiale dei Bambini. Attualmente dirige la rivista Piazza San Pietro e prosegue la sua attività di comunicatore attraverso la stampa, la radio e la televisione.
Nell’anno dell’ottavo centenario della morte di san Francesco, il libro invita a interrogarsi sulla straordinaria attualità del suo messaggio. Che cosa direbbe Francesco davanti alle guerre, alle disuguaglianze e al rumore della comunicazione contemporanea? Quale strada indicherebbe alle donne e agli uomini del nostro tempo?
Attraverso i luoghi, i gesti e le parole del Santo di Assisi, Padre Enzo Fortunato propone un itinerario umano e spirituale fondato sull’ascolto, sulla pace, sul perdono e sulla fraternità. Un messaggio che si inserisce nel tema scelto per Bimbi a Bordo 2026, “Corpi. Mappe per abitare il mondo”, mostrando come la vita di Francesco abbia trasformato gesti e luoghi in una concreta geografia dell’accoglienza.
Durante la serata sarà inoltre possibile visitare fino alle ore 23.00, le esposizioni permanenti e le mostre temporanee Tharros. Tim eupon time, Germogli ostinati personale di Gianni Casagrande e l’esposizione delle 40 opere finaliste del Premio Marchionni 2026.