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PROSA Danza & Circo Contemporaneo

Viaggio sulla vertiginosa giostra delle passioni, tra un omaggio a Gigi Riva e il ritratto di un’imperatrice, la “favola nera” di una bambola meccanica e le anticipazioni di un distopico futuro, con la Stagione di Prosa | Danza e Circo Contemporaneo 2025-2026 organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna, con il patrocinio ed il sostegno del MiC / Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Oristano e con il contributo della Fondazione di Sardegna.

Dieci i titoli in cartellone, da dicembre ad aprile, presentati questa mattina in conferenza stampa a Palazzo Campus Colonna, dal Sindaco di Oristano Massimiliano Sanna, dall’Assessore alla Cultura Simone Prevete, dalla direttrice del Cedac Valeria Ciabattoni e da Elio Orrù che cura l’organizzazione locale.

Sul palco i nomi di punta della scena italiana (e non solo), da Ninni Bruschetta (l’ineffabile Duccio Patanè in “Boris”, con una carriera fra teatro e cinema, dal film di Woody Allen alle commedie di Checco Zalone) e Claudio “Greg” Gregori (del duo Lillo e Greg) nel “sovversivo” “A Mirror” di Sam Holcroft, a Federica Luna Vincenti, protagonista di “Sissi l’Imperatrice” con la regia di Roberto Cavosi, Maria Grazia Cucinotta ne “La Moglie Fantasma” di David Tristram, accanto a Pino Quartullo e con la partecipazione di Alessandra Faiella, a Marianna e Marco Morandi, autori e interpreti di “Benvenuti a Casa Morandi”, per un inedito ritratto di famiglia.

Sotto i riflettori anche Serena Balivo (Premio Ubu 2017), ne “La Morte ovvero il pranzo della domenica” di Mariano Dammacco, Sara Donzelli (Premio Wanda Capodaglio 1983) e Sergio Sgrilli in “Nives / Una telefonata lunga una vita”, un progetto di Giorgio Zorcù, dal romanzo di Sacha NaspiniGiampiero Rappa firma testo e regia de “L’uomo dei sogni”, di cui è protagonista con Lisa GalantiniElisabetta Mazzullo e Nicola Pannelli, e Alessandro Lay (Cada Die Teatro) racconta l’epopea di un campione in “Riva Luigi ’69-’70 – Cagliari ai dì dello scudetto”, dedicato ale leggendario “Rombo di Tuono”. Ouverture immaginifica con “Coppelia / Un ballet mécanique” di Caterina Mochi Sismondi per bluCinque, sulle note di Léo Delibes, con le variazioni e le “interferenze” elettroniche di Beatrice Zanin, rilettura di un capolavoro della storia del balletto con la cifra del nouveau cirque e per chiudere spazio alla danza contemporanea, con “White Room”, una creazione di Adriano Bolognino, giovane e pluripremiato coreografo partenopeo per COB / Compagnia Opus Ballet, sul tempo sospeso dell’inverno, ammantato dal candore della neve, in una dimensione insieme concreta e simbolica, che riflette la dura lotta per la sopravvivenza.

Una programmazione ricca e variegata che accende i riflettori sulla nuova drammaturgia, con pièces originali e interessanti a partire da “A Mirror / uno spettacolo falso e NON autorizzato” di Sam Holcroft, che descrive una realtà distopica e dominata dalla censura, dove una (falsa) festa di nozze diventa occasione per una rappresentazione teatrale clandestina, sul filo della suspense, con il rischio di un’irruzione delle forze dell’ordine. In cartellone “La Moglie Fantasma” di David Tristram, sull’assassinio di un’attrice, con Maria Grazia Cucinotta nel ruolo della vittima, decisa a tornare tra i vivi per ottenere giustizia (o vendetta), come lo spettro del padre di Amleto, in una brillante commedia nera ricca di colpi di scena, con finale a sorpresa; e “L’uomo dei sogni” di e con Giampiero Rappa, sulla storia di Joe Black, affermato autore di fumetti, precipitato in un incubo in seguito a un evento traumatico, circondato dai “fantasmi” dei suoi personaggi e da amici e parenti che cercano di trarlo fuori dal baratro della depressione. “La Morte ovvero il pranzo della domenica” di Mariano Dammacco affronta l’utimo tabù, ovvero il tema della vecchiaia e dell’inevitabile fine, in chiave onirica e poetica, mentre in “Nives / Una telefonata lunga una vita”,  dal romanzo di Sacha Naspini una lunga conversazione a distanza tra una donna rimasta sola con la sua gallina e il veterinario del paese fa riemergere ricordi e rimpianti, con la nostalgia per le occasioni perdute, sullo sfondo di un’Italia rurale. Il ritratto di una sovrana in “Sissi l’Imperatrice” di Roberto Cavosi, sulla figura di Elisabetta di Baviera, «una donna tanto anticonformista quanto profondamente frustrata dalla rigidità e spietatezza della Corte Viennese», un racconto per quadri che mette in risalto l’amore per la bellezza e per la poesia e il desiderio di libertà di «una creatura che si riteneva eternamente “chiusa in gabbia”».

Un ironico e disarmante ritratto di famiglia in “Benvenuti a Casa Morandi” con Marianna e Marco Morandi (anche autori del testo con Elisabetta Tulli e Pino Quartullo), in scena con Marcello Sindici, per la regia di Pino Quartullo, con i ricordi di un’infanzia da figli d’arte, tra i riflettori e i flash dei fotografi, il rapporto con i genitori e l’indimenticabile Tata Marta, sullo sfondo dell’Italia degli Anni Settanta e Ottanta. E infine la storia di Gigi Riva da Leggiuno, magnifico goleador e hombre vertical, in “Riva Luigi ’69-’70 – Cagliari ai dì dello scudetto” dove Alessandro Lay, tra note autobiografiche e trionfi sportivi, ricorda vita e imprese di un eroe moderno, divenuto simbolo dell’identità e della dignità dell’Isola.

In “Coppelia / Un ballet mécanique”, dal surreale racconto di ETA Hoffmann “Der Sandmann” (“L’uomo della sabbia”) incentrato sulla conturbante bambola meccanica, da cui prende spunto il balletto con musiche di Léo Delibes, con rimandi al “Ballet Mécanique” di Fernand Léger, Caterina Mochi Sismondi propone una riflessione sul tema dell’identità, sul gioco delle maschere e sulla fragilità e la forza delle donne oltre che sul loro ruolo nella società (e nell’immaginario). E “White Room” di Adriano Bolognino, tra arte e natura, rappresenta «gli aspetti emozionali dell’inverno, indagandone la trasposizione in forma di stato d’animo», spiega il coreografo, che mette l’accento sulla fatica quotidiana e lo sforzo per superare gli ostacoli, metaforici e reali, e sui colori celati nel candore della neve, che «nel gelo e nel silenzio possono essere ancora più dirompenti: dobbiamo solo riscoprirli».

Il linguaggio evocativo del teatro, della danza e del nouveau cirque per affrontare argomenti importanti e temi universali – come l’amore e l’amicizia, il tradimento, la solitudine e perfino la malattia e il declino della vecchiaia – con un focus sulla famiglia e sulla sfera delle emozioni private ma anche sul rito laico dello sport, capace di riunire una folla di tifosi intorno alla perfezione di un gesto sportivo, alla potenza quasi sovrumana di un goal. La Stagione di Prosa | Danza e Circo Contemporaneo 2025-2026 tocca le corde della mente e del cuore, indaga l’universo femminile, prefigurando anche scenari inquietanti come un mondo dominato dalla censura, privilegiando l’ironia dolceamara della commedia accanto al pathos del dramma, in una panoramica delle più interessanti novità della scena italiana e inter

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Data

18 Dic 2025 - 18 Apr 2026
Ongoing...
Teatro Civico "Antonio Garau"

Luogo

Teatro Civico "Antonio Garau"
Via Parpaglia, 16, 09170 Oristano OR
Categoria